Cos'è una startup, e cosa fa uno startupper
8 min di letturaAggiornato il
Guglielmo VaccaroFounder, Ciao BuildersUna startup è un'azienda giovane costruita per crescere in fretta, che cerca ancora un modo ripetibile di guadagnare. Lo startupper è chi la fonda e la porta avanti. Non conta quanto è nuova l'azienda o quanto è tecnologica: conta che stia cercando un modello che possa diventare grande.
Qui trovi le definizioni che contano, la differenza con una piccola impresa, cosa fa davvero uno startupper e quante startup ci sono in Italia.
Cos'è una startup?
Una startup è un'organizzazione che cerca un modello di business ripetibile e scalabile. È la definizione di Steve Blank, del 2012. Paul Graham, nello stesso anno, l'ha riassunta in una parola: crescita.
Le due definizioni si completano.
Steve Blank, nell'articolo "Search versus Execute" del 2012, scrive che una startup è "un'organizzazione temporanea progettata per cercare un modello di business ripetibile e scalabile". Temporanea, perché quando lo trova smette di cercare e diventa un'azienda normale.
Paul Graham, nel saggio "Startup = Growth" del 2012, scrive che una startup è "un'azienda progettata per crescere in fretta", e che essere appena nata non basta per esserlo.
Dalla legge arrivano due definizioni più strette. In Italia, la "startup innovativa" dell'articolo 25 del decreto 179 del 2012 è uno status con requisiti precisi. In Europa, una raccomandazione della Commissione del marzo 2026 definisce la startup innovativa come un'impresa con meno di 100 persone, fatturato o attivo non oltre 10 milioni, e meno di dieci anni di attività. È una raccomandazione, quindi non è vincolante.
Che differenza c'è tra una startup e una piccola impresa?
La differenza è nell'obiettivo, non nelle dimensioni. Una piccola impresa applica un modello che già funziona. Una startup ne sta ancora cercando uno, e lo cerca perché possa diventare grande.
| Piccola impresa | Startup | |
|---|---|---|
| Modello di business | noto: si sa già come si guadagna | da trovare |
| Crescita | costante, dove possibile | veloce, o niente |
| Rischio | contenuto | alto: molte chiudono |
| Soldi | dai clienti, dalla banca | dai clienti, spesso anche da investitori |
| Esempio | un bar, uno studio, un negozio | un'app che vuole diventare lo standard del suo settore |
Un bar aperto ieri non è una startup: il modello del bar si conosce da secoli. Un'app aperta ieri che vende una licenza a un solo cliente, senza sapere se ne troverà altri cento, lo è.
Esiste anche una terza strada, in mezzo: il software di nicchia che non cerca di diventare enorme ma di essere profittevole con pochi clienti. Si chiama micro SaaS, e molti builder partono da lì.
Cosa fa uno startupper?
Lo startupper è chi fonda e porta avanti una startup. Nei primi anni fa quasi tutto: parla con i clienti, costruisce o fa costruire il prodotto, cerca soci, trova i primi utenti, tiene i conti.
La parola è entrata nel dizionario Treccani nel 2018, tra i neologismi, con il significato di "chi riesce a dar vita a un'impresa, a fondare una startup". Treccani la registra come prestito dall'inglese, con una prima attestazione su la Repubblica nel 2010. In inglese, però, si dice quasi sempre founder.
Il lavoro vero di uno startupper, all'inizio, è ridurre l'incertezza. Ogni settimana deve sapere qualcosa in più su chi paga, per cosa e quanto. Se dopo un mese sa le stesse cose di prima, qualcosa non va.
Nella mia esperienza, all'inizio fai tutto. Cerchi i clienti, migliori il prodotto, rispondi ai messaggi, sistemi i conti. Essere specializzati su una cosa sola non è un'opzione. È la regola che ho imparato più di tutte: all'inizio devi mettere le mani ovunque.
I passi concreti per partire sono in come creare una startup. E se ti manca una competenza, di solito la soluzione è un socio: qui ci sono i canali per trovare un cofounder in Italia.
Startup e startup innovativa sono la stessa cosa?
No. Startup è un concetto: un'azienda che cerca un modello per crescere. Startup innovativa è uno status legale italiano, con requisiti precisi e alcune agevolazioni. Molte startup non sono startup innovative, e il contrario succede meno ma succede.
Per iscriversi servono, tra le altre cose, una società di capitali nata da meno di 60 mesi e un oggetto tecnologico. Requisiti, vantaggi e procedura sono in startup innovativa: requisiti e come si registra.
Chi sta costruendo davvero, e chi vuole unirsi a un progetto. Entri gratis.
- entra ciao-builders
- community italiana di chi costruisce
- gratis, rispondi a due domande
- ti aspettiamo
Quante startup ci sono in Italia?
Al 31 ottobre 2025 le startup innovative iscritte al registro imprese erano 12.073, secondo la relazione annuale 2025 del MIMIT. Il picco è stato nel 2022, con 14.264. Da allora il numero scende.
- 10.893 startup2019
- 11.983 startup2020
- 14.074 startup2021
- 14.264 startup2022
- 13.394 startup2023
- 12.133 startup2024
- 12.073 startup2025
Il calo non vuol dire per forza che in Italia nascano meno startup. Il numero conta solo chi si iscrive alla sezione speciale. E dal dicembre 2024 una riforma ha stretto i requisiti e accorciato la durata dello status, facendo uscire molte società.
Dove sono? Quasi una su tre è in Lombardia.
- Lombardia3329
- Campania1497
- Lazio1411
- Altre regioni5896
E cosa fanno? Nel 2024 il 44,3% faceva software e consulenza informatica, circa 5.400 società. È il settore più rappresentato, con distacco.
Quali startup italiane conosci già?
Probabilmente ne usi qualcuna. Tre delle più citate sono nate in Italia negli ultimi dieci anni, e due sono diventate unicorni, cioè hanno superato il miliardo di valutazione.
Satispay. L'app per pagare nei negozi e mandare soldi agli amici, con sede a Milano. Nel settembre 2022 ha raccolto 320 milioni di euro con una valutazione oltre il miliardo. L'azienda dichiara 6,5 milioni di utenti.
Scalapay. Il pagamento in tre rate senza interessi, nato nel 2019. Nel febbraio 2022 ha annunciato un round da 497 milioni di dollari, diventando un unicorno.
Bending Spoons. Nata come startup di app, con sede a Milano, oggi compra e migliora prodotti noti come Evernote, WeTransfer e Vimeo. Dal luglio 2026 è quotata al Nasdaq. Ha smesso di essere una startup: ha trovato il suo modello, e lo sta facendo crescere.
È esattamente quello che dice la definizione di Blank. Una startup è una fase, non un'etichetta per sempre.
Quali errori si fanno nel definire una startup?
L'errore più comune è pensare che basti essere nuovi. Un'azienda appena aperta non è una startup se il suo modello è già noto. Conta cosa cerca, non quando è nata.
Confondere startup e startup innovativa. La prima è un concetto, la seconda uno status legale con requisiti.
Pensare che serva un investitore. Molte startup crescono con i soldi dei clienti. Gli investitori sono una strada, non una condizione.
Chiamare startup qualsiasi app. Se non c'è l'intenzione di crescere in fretta e in grande, è un buon software, o un micro SaaS. Non è un difetto: è un'altra strada.
Se stai costruendo qualcosa e vuoi confrontarti con altri che lo fanno, le community italiane sono tutte nella mappa completa.
Fonti
Consultate il 29 settembre 2026.
- Steve Blank, Search versus Execute, 5 marzo 2012.
- Paul Graham, Startup = Growth, settembre 2012.
- Commissione europea, Raccomandazione C(2026) 1800 sulla definizione di imprese, startup e scaleup innovative, 18 marzo 2026.
- Treccani, startupper, Neologismi 2018.
- MIMIT, articolo 25 del decreto legge 179 del 2012.
- MIMIT, Relazione annuale 2025 e Relazione annuale 2024, dati Infocamere.
- Satispay, chi siamo. EconomyUp, Satispay diventa unicorno.
- Scalapay, comunicato del 23 febbraio 2022.
- Bending Spoons, sito ufficiale, e comunicato sulla quotazione, 30 giugno 2026.