Blog

Come creare una startup in Italia: i passi reali, da zero

11 min di letturaAggiornato il

Guglielmo VaccaroFounder, Ciao Builders

Per creare una startup in Italia servono sette passi, in quest'ordine: un problema vero, conversazioni con chi ce l'ha, un team, una prima versione, i primi utenti, la società, un modo per pagare i primi mesi. La società arriva verso la fine, non all'inizio.

La maggior parte delle guide parte dal notaio e dal business plan. È l'ordine sbagliato. Perché pagare una società prima di sapere se qualcuno vuole il tuo prodotto?

Un percorso a sette tappe da sinistra a destra: le prime cinque sono cerchi che crescono, la sesta è un quadrato verde che rappresenta la società, la settima è una freccia di crescita

Cosa ti serve prima di iniziare?

Per i primi cinque passi non ti serve niente di burocratico. Non serve una società, una partita IVA o un capitale. Servono tempo e un problema su cui lavorare.

  • Tempo: qualche mese per arrivare ai primi utenti, anche la sera e nel weekend.
  • Soldi: quasi zero fino al passo 5. I costi veri arrivano al passo 6, e li trovi in questa tabella.
  • Competenze: se non sai costruire il prodotto da solo, ti serve qualcuno che lo sappia fare. Ne parliamo al passo 3.

Che differenza c'è tra una startup e una società?

Una startup è un'attività che cerca un modello ripetibile per crescere in fretta. Una società è il contenitore legale. Puoi avere la prima senza la seconda per mesi, e succede spesso.

La distinzione ti fa risparmiare soldi e tempo. Aprire una società costa, e tenerla aperta costa ogni anno, anche a fatturato zero. Farlo prima di avere utenti significa pagare per un'ipotesi.

1. Parti da un problema, non da un'idea

Alla fine di questo passo hai un problema preciso, vissuto da persone che sai nominare.

L'idea è la soluzione che hai in testa. Il problema è quello che qualcuno vive davvero, oggi, e per cui sta già spendendo tempo o soldi. Un buon problema ha tre segni:

  • chi ce l'ha lo sa descrivere senza che tu lo guidi
  • sta già usando un rimedio, anche brutto: un foglio Excel, un gruppo WhatsApp, un fornitore che odia
  • succede spesso, non una volta all'anno

Se il rimedio attuale è "niente", di solito il problema non fa abbastanza male.

Come capisci che hai finito: sai scrivere il problema in una frase, e sai dire chi ce l'ha senza usare la parola "tutti".

Io ho imparato a non spremermi troppo per cercare un'idea. Funziona meglio lasciare che arrivi da sola. Fai il tuo lavoro, nel tech o in uno studio di commercialisti, finché trovi una cosa che viene fatta male e che nessuno strumento risolve. Ti costruisci un tool per te. Poi controlli se lo stesso problema ce l'hanno anche altri. Parti da qualcosa che conosci, non da un mercato che non è il tuo.

2. Parla con chi ha il problema

Alla fine di questo passo sai se il problema è reale, dalla bocca di chi lo vive.

Parla con almeno dieci persone che hanno il problema. Non amici: persone che non ti devono niente. E non chiedere "useresti la mia app?". Tutti rispondono sì, per gentilezza.

Chiedi dei fatti passati, non delle intenzioni future. La differenza sta tutta nella domanda.

Domanda a un potenziale utente

Mi racconti l'ultima volta che hai dovuto organizzare i turni del locale?1 Quanto tempo ci hai messo, e con cosa l'hai fatto?2 Hai mai provato qualcosa per farlo più in fretta?3

  1. 01Un fatto preciso, già successo
  2. 02Il costo e il rimedio attuale
  3. 03Se ha già cercato una soluzione
Una domanda che funziona. Il caso è inventato, la struttura no.

Come capisci che hai finito: almeno qualcuno ti ha raccontato di aver già provato a risolverlo da solo. Se dopo dieci conversazioni nessuno l'ha fatto, cambia problema. Costa meno adesso che dopo.

3. Decidi se da solo o con un cofounder

Alla fine di questo passo sai chi costruisce cosa.

Da solo vai più veloce all'inizio e non dividi niente. Con un socio copri competenze che non hai, e hai qualcuno con cui ragionare quando le cose vanno male. La domanda utile è una sola: c'è una parte del lavoro che non sai fare e che non puoi pagare? Se sì, ti serve un socio.

Se lo cerchi, qui ci sono i canali che funzionano in Italia. E molti founder lo incontrano in una community, prima ancora di cercarlo: ecco la mappa delle community per founder.

Come capisci che hai finito: avete messo per iscritto chi fa cosa, come si divide l'equity e con quale periodo di vesting. Come farlo è spiegato in come si divide l'equity tra cofounder.

Chi costruisce, in un posto solo

Founder, sviluppatori e designer che stanno facendo gli stessi passi. Entri gratis.

entra.sh
  • entra ciao-builders
  • community italiana di chi costruisce
  • gratis, rispondi a due domande
  • ti aspettiamo
Entra in Ciao Builders

4. Costruisci la versione più piccola che funziona

Alla fine di questo passo hai qualcosa che una persona può usare davvero.

La prima versione, l'MVP, serve a una cosa sola: capire se le persone la usano. Non deve essere bella, completa o scalabile. Tre regole pratiche:

  • Una funzione, non dieci. Quella che risolve il problema del passo 1.
  • Settimane, non mesi. Se stimi più di sei o otto settimane, stai costruendo troppo.
  • Fatta a mano va bene. Si può fare a mano, dietro le quinte, quello che un giorno automatizzerai.

Oggi arrivi a una prima versione anche senza saper programmare, con i tool no code e gli assistenti AI. Non sostituiscono uno sviluppatore quando il prodotto cresce. Bastano però per scoprire se vale la pena farlo crescere.

Come capisci che hai finito: una persona che non conosci riesce a usarla senza che tu sia lì a spiegare.

5. Trova i primi utenti

Alla fine di questo passo hai persone che usano il prodotto con regolarità.

I primi utenti non arrivano da soli, e non arrivano dalla pubblicità. Li vai a prendere uno a uno. Parti dalle persone del passo 2. Poi vai dove si trova chi ha lo stesso problema: gruppi, forum, community di settore, eventi. Scrivi personalmente, fai l'onboarding in call, chiedi cosa non funziona.

È lavoro che non scala, ed è il punto. Ti fa capire cosa manca meglio di qualsiasi dato.

Come capisci che hai finito: qualcuno torna a usarlo senza che tu glielo ricordi. Meglio ancora, qualcuno ti chiede quanto costa.

6. Apri la società quando serve

Alla fine di questo passo hai una forma giuridica adatta a quello che fai.

Io prima di aprire una società ci penserei bene. Prima puoi fare molto: validare l'idea, prendere i primi utenti con una versione gratuita, magari costruire una community intorno al progetto. Se l'interesse c'è, allora la apri. Non deve essere il primo pensiero.

La società serve quando devi fatturare in modo continuativo, firmare contratti, assumere, o far entrare un socio con delle quote. Le strade per iniziare sono due.

Partita IVA individuale. Aprirla è gratis. Con il regime forfettario paghi il 15% di imposta sostitutiva, il 5% per i primi cinque anni se l'attività è nuova, fino a 85.000 euro di ricavi. Il costo nascosto sono i contributi. Se l'attività è commerciale e ti iscrivi alla gestione commercianti INPS, nel 2026 paghi almeno 4.611,64 euro l'anno, anche a fatturato zero. Chi lavora come professionista, per esempio uno sviluppatore che fa consulenza, va invece nella gestione separata, che non ha un minimo fisso.

Società, SRLS o SRL. Serve quando i soci sono più di uno e devono dividersi le quote, quando vuoi separare il tuo patrimonio da quello dell'attività, o quando vuoi iscriverti come startup innovativa. La SRLS è la più economica da aprire: capitale da 1 euro, e con il modello standard del ministero il notaio serve ma non ti fa pagare la parcella.

E se non fatturi ancora? Il limite dei 5.000 euro che circola online non è un tetto per lavorare senza partita IVA. È la soglia oltre la quale paghi i contributi INPS sulla prestazione occasionale. Conta se l'attività è abituale: se lo è, serve la partita IVA anche sotto i 5.000 euro.

Se il progetto è davvero innovativo, puoi iscrivere la società nella sezione speciale delle startup innovative e avere alcune agevolazioni. Requisiti e procedura sono qui: startup innovativa, requisiti e come si registra.

Come capisci che hai finito: hai una partita IVA o una società, e un commercialista che sa cosa stai costruendo.

7. Decidi come pagare i primi mesi

Alla fine di questo passo sai da dove arrivano i soldi per i prossimi sei mesi. Le strade sono tre, e non si escludono.

Con i tuoi soldi e il tuo tempo. È il bootstrap. Tieni il lavoro, o parte del lavoro, e costruisci la sera. Lento, ma decidi tu.

Con i clienti. Fai pagare presto, anche poco. Un cliente che paga vale più di dieci che dicono "interessante", e ti finanzia senza cedere quote.

Con gli investitori. Cedi una parte della società in cambio di capitale. Ha senso quando il prodotto funziona e i soldi servono a crescere più in fretta, non a scoprire se funziona.

Spesso si passa da tutte e tre, in quest'ordine.

Come capisci che hai finito: sai quanti mesi puoi andare avanti con i soldi che hai, e cosa fai quando finiscono.

Quanto costa creare una startup in Italia?

Creare una startup costa poco finché non apri la società. Una SRLS con 1 euro di capitale costa circa 320 euro di spese ufficiali, più firma digitale e PEC. Pesano di più i costi fissi di ogni anno e il commercialista.

VoceSRLSSRL
Parcella del notaionon dovuta con il modello standardtariffa libera, chiedi un preventivo
Imposta di registro200 euro200 euro
Bollo e diritti di segreteria della camera di commercioesente65 + 90 euro
Diritto annuale camerale, primo annocirca 120 eurocirca 120 euro
Capitale socialeda 1 a 9.999,99 euro10.000 euro, oppure da 1 euro nella SRL a capitale ridotto
Firma digitaleda circa 70 euroda circa 70 euro

Poi ci sono i costi di ogni anno, anche se non fatturi niente:

  • diritto annuale camerale: circa 120 euro, 100 in alcune camere di commercio
  • vidimazione dei libri sociali: 309,87 euro, entro il 16 marzo
  • deposito del bilancio e commercialista: variano, chiedi più preventivi

Il minimo ufficiale è intorno ai 430 euro l'anno, prima del commercialista. Gli importi cambiano da una camera di commercio all'altra: controlla quella della tua provincia. Se iscrivi la società come startup innovativa, bollo, diritti di segreteria e diritto annuale non li paghi.

Si può creare una startup senza soldi?

Sì, fino al passo 5. Parlare con le persone è gratis. Una prima versione si costruisce con tool gratuiti o quasi. I primi utenti si trovano con il tuo tempo, non con la pubblicità.

I soldi servono quando apri la società e quando il prodotto deve crescere. Per questo conviene aprirla il più tardi possibile. Quando ci arrivi, sai già se stai pagando per qualcosa che funziona.

C'è anche un motivo per non avere fretta. Secondo i dati ISTAT di Noi Italia, riferiti al 2022, in Italia il 47,2% delle imprese è ancora attivo cinque anni dopo la nascita. Meno di una su due. Il dato riguarda tutte le imprese, non solo le startup.

Quali errori fanno quasi tutti?

L'errore più comune è l'ordine: aprire la società e costruire il prodotto prima di aver parlato con un solo utente. Gli altri vengono quasi tutti da lì.

Aprire la società il primo giorno. Paghi costi fissi per mesi prima di avere un cliente. Aprila al passo 6.

Costruire per sei mesi prima di mostrare qualcosa. Più tempo passi da solo sul prodotto, più ti costa scoprire che non serve. Fai vedere la prima versione appena funziona una cosa.

Chiedere agli amici se l'idea è buona. Ti diranno di sì. Chiedi a chi ha il problema cosa ha fatto l'ultima volta.

Dividere l'equity a voce. Cinquanta e cinquanta, "poi vediamo". È la conversazione più facile da rimandare e la più costosa da fare dopo. Mettila per iscritto al passo 3.

Da dove ripartire

Se sei al passo 1 o 2, la cosa più utile è stare dove stanno altri che costruiscono. Trovi community, eventi e strumenti nelle risorse, e chi siamo noi in questa pagina.

Fonti

Consultate il 25 settembre 2026.

Domande frequenti

Nessuno, se intendi l'attività. Non serve una laurea, un capitale minimo o un business plan. Servono un problema vero e qualcuno disposto a pagare per risolverlo. I requisiti arrivano quando apri una società, e altri ancora se vuoi iscriverla come startup innovativa.

Una SRLS con il modello standard costa circa 320 euro di spese ufficiali: 200 di imposta di registro e circa 120 di diritto annuale camerale, più firma digitale e PEC. Ogni anno servono poi almeno 430 euro circa di costi fissi, prima del commercialista.

Sì, e molti fanno così nei primi mesi. Controlla il tuo contratto: l'obbligo di fedeltà vieta di fare concorrenza al tuo datore di lavoro, e alcuni contratti chiedono di comunicare altre attività. Se hai redditi da lavoro dipendente sopra i 35.000 euro, non puoi usare il regime forfettario.

No. È un'iscrizione facoltativa a una sezione speciale del registro imprese, riservata alle società di capitali che rispettano certi requisiti. Dà alcune agevolazioni, ma una startup può esistere benissimo come SRL normale.

Per aprire una società bastano pochi giorni. Per avere una startup, cioè un prodotto che qualcuno usa e paga, servono di solito mesi. Il passo che richiede più tempo è trovare i primi utenti, non la parte burocratica.
  • startup
  • creare una startup
  • mvp
  • italia

Se stai costruendo qualcosa, entra

Ci vuole un minuto per fare richiesta. Appena sei dentro, presentati e dì cosa stai facendo.

Entra in Ciao Builders